Sarde a beccafico

Pubblicato il 08/05/2017

Le sarde a beccafico sono un piatto antichissimo della tradizione culinaria siciliana. Originariamente, tale pietanza veniva preparata dai cosiddetti Monsù, i cuochi più richiesti dalle famiglie aristocratiche del 1800.

La ricetta delle sarde a beccafico di Trapani è liberamente ispirata a quella che gli stessi Monsù erano soliti preparare per gli esponenti delle classi nobiliari del dell’isola tricuspide.

La versione originale delle sarde includeva al suo interno il beccafico, un volatile di piccole dimensioni particolarmente ghiotto di fichi. Quest’ultimo era l’ingrediente principale del ripieno, accanto alla mollica di pane, all’uva passa e ai pinoli. La ricetta dei Monsù veniva cotta al forno, insieme alle spezie più rappresentative dell’isola.

La fama delle sarde a beccafico di Trapani pian piano iniziò a diffondersi anche tra le classi meno abbienti che, per ragioni di natura economica, sostituirono la selvaggina con ingredienti a buon mercato e facili da reperire, come il pesce azzurro o il pane.

Nel corso degli anni, le sarde a beccafico si sono conquistate un posto di riguardo negli annali dei piatti più richiesti del panorama gastronomico della Sicilia. Le sarde a beccafico variano a seconda delle diverse provincie dell’isola, specialmente in relazione alla selezione degli ingredienti e alle modalità di preparazione e cottura del piatto.

Le sarde a beccafico di Trapani,oltre a essere un piatto gustoso e sofisticato, apportano all’organismo significative proprietà nutrizionali riconducibili all’assunzione degli omega 3. Il pesce azzurro infatti ha grassi simili a quelli vegetali che, a loro volta, si distinguono per la presenza di composti insaturi. Le proprietà benefiche contenute nelle diverse varietà del pesce azzurro sono essenziali per lo sviluppo cerebrale e la salvaguardia del cuore e delle arterie.

Gli ingredienti principali delle sarde a beccafico della zona di Trapani sono il pangrattato, il succo di arancia, la cipolla, il prezzemolo, l’uva passa, i pinoli, l’olio, il sale e le foglie di alloro che devono essere la metà rispetto al numero effettivo delle sarde.